Cucina futurista. Manifesti teorici, menu e documenti

\"Nel dicembre del 1930 una voce alla radio scosse le coscienze degli italiani: 'Abbasso la pastasciutta!', tuonò Filippo Tommaso Marinetti, il fondatore del futurismo. Nel 1913 con il 'Manifesto della cucina futurista' Marinetti, assieme allo chef Jules Maincave, si pose l'obiettivo di rivoluzionare la gastronomia in nome della sperimentazione non convenzionale delle vivande volendo creare una cucina rallegrante, ottimista, dinamica e agilizzante. L'obiettivo dei cuochi futuristi era far dimenticare l'avido mangiatore di pastasciutta perorando l'avvento delle vivande sintetiche e la diffusione per mezzo della radio di 'onde nutrienti'. I piatti e le vivande si trasformarono in tavolozze di colori, e le forchette furono abolite per favorire 'degustazioni e piaceri tattili prelabiali'. Il ristorante futurista Taverna Santopalato aveva le pareti ricoperte di lastre di alluminio e l'ambiente era intriso con acqua di Colonia spruzzata da camerieri armati di vaporizzatori, mentre il rombo del motore a scoppio di un aeroplano fungeva da sottofondo musicale. Chi partecipava agli aerobanchetti dell'avanguardia futurista diventava l'elemento vitale di un momento unico e sorprendente, mai vissuto prima. Così Marinetti e i cuochi del movimento futurista dimostrarono come la cucina fosse uno spettacolare laboratorio di partecipazione attiva ed emotiva alla fusione creativa dell'Arte con la vita.\" (Guido Andrea Pautasso)


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Cucina futurista. Manifesti teorici, menu e documenti

\"Nel dicembre del 1930 una voce alla radio scosse le coscienze degli italiani: 'Abbasso la pastasciutta!', tuonò Filippo Tommaso Marinetti, il fondatore del futurismo. Nel 1913 con il 'Manifesto della cucina futurista' Marinetti, assieme allo chef Jules Maincave, si pose l'obiettivo di rivoluzionare la gastronomia in nome della sperimentazione non convenzionale delle vivande volendo creare una cucina rallegrante, ottimista, dinamica e agilizzante. L'obiettivo dei cuochi futuristi era far dimenticare l'avido mangiatore di pastasciutta perorando l'avvento delle vivande sintetiche e la diffusione per mezzo della radio di 'onde nutrienti'. I piatti e le vivande si trasformarono in tavolozze di colori, e le forchette furono abolite per favorire 'degustazioni e piaceri tattili prelabiali'. Il ristorante futurista Taverna Santopalato aveva le pareti ricoperte di lastre di alluminio e l'ambiente era intriso con acqua di Colonia spruzzata da camerieri armati di vaporizzatori, mentre il rombo del motore a scoppio di un aeroplano fungeva da sottofondo musicale. Chi partecipava agli aerobanchetti dell'avanguardia futurista diventava l'elemento vitale di un momento unico e sorprendente, mai vissuto prima. Così Marinetti e i cuochi del movimento futurista dimostrarono come la cucina fosse uno spettacolare laboratorio di partecipazione attiva ed emotiva alla fusione creativa dell'Arte con la vita.\" (Guido Andrea Pautasso)


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Rivista Rolling Stone. Numero 1, Gennaio 2018

Insieme al golden boy della trap, i nomi caldi da tenere d'occhio nel 2018, i talenti di X Factor, il meglio del cinema, Al Bano che scende dal tappeto magico e tantissimi altri protagonisti dell'anno che verrà.\r\n\r\n«Se non hai niente vuoi qualcosa: non mi piaceva studiare, né andare a lavorare, volevo solo fare rap. Anzi, avevo iniziato con i graffiti, ero un ragazzino e mi firmavo Sfera». La prima copertina del 2018 di Rolling Stone è dedicata al futuro della scena italiana, a Sfera Ebbasta, il golden boy dello ‘tsunami’ trap, il suono partito dalle periferie come un terremoto, ora pronto ad abbattersi sull’anno che verrà: «Ormai il rap è il nuovo rock», racconta Sfera nell’intervis-trap con Giovanni Robertini. \r\nCapitolo a parte per la nuova scena italiana, con i nomi che si sono presi l’anno passato, cui abbiamo dedicato un servizio speciale: da Coez a Colapesce, da Giorgio Poi a Carl Brave x Franco 126, tutti a contendersi il primo posto nella classifica dei migliori album del 2017 che trovate qualche pagina dopo. E ancora, Francesca Michielin, che con il suo pop d’autrice vuole zittire chi crede che una ragazza giovane non possa scrivere musica, o Cosmo, che tra Nietzsche e vaporizzatori per l’erba ci ha raccontato del suo pop estremo.\r\n\r\nI talenti di X Factor, poi, raccontano del loro futuro fuori dal talent, ancora tutto da scrivere, togliendosi anche qualche sassolino nella scarpa, mentre Al Bano ci ha parlato del suo 2018, quando scenderà “dal tappeto magico” della musica per occuparsi a tempo pieno delle sue tenute in Puglia – «C’è uno che si fotte la legna giù nella mia azienda», racconta nella nostra intervista esclusiva – anche se per lui una cosa non cambierà mai: «Fare musica è come scopare».\r\n\r\nLe pellicole che si prenderanno i cinema nei prossimi mesi, tra il ritorno di Spielberg con The Post, Rovazzi che decolla verso il grande schermo o un improbabile Mussolini 2.0 in Lui è tornato. Abbiamo incontrato Luca Guadagnino, il regista italiano pronto a conquistare ancora una volta Hollywood con Chiamami col tuo nome.\r\n\r\nNella nostra inchiesta ci siamo tuffati oltre Google per esplorare gli abissi del Dark Web, tra armi in saldo, cocaina in offerta e le droghe del nuovo millennio, raccontandovi anche la storia di chi, per una manciata di Bitcoin, ha pagato troppo caro. Insomma, con l’anno nuovo continuiamo a scrivere le pagine in cui si specchierà il futuro, con i protagonisti che detteranno il suono, il cinema e la società del mondo che ci aspetta.


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